Hand In Glove

20243621 Un passo alla volta sto approfondendo gli Smiths, un gruppo britannico che ha segnato gli anni 80′. Molti li considerano gli antesignani del brit-pop, in particolare quello di band come Radiohead e Verve, e in effetti a livello di tematiche e di certe sonorità ci siamo. Ho attentamente ascoltato i primi due album: “The Smiths” (1984) e “Hatful Of Hollow”, sempre dell’84′, il quale altro non è che una compilation contenente alcune canzoni di “The Smiths” in una versione antecedente a quella finita su disco con l’aggiunta di alcuni singoli e B-Sides (come “How Soon Is Now” e “Please, Please Let Me Get What I Want”).

Fin dai primi ascolti sono stato “rapito” dalla capacità melodica del chitarrista Johnny Marr, unitamente alla voce lamentosa e suggestiva del cantante Morrissey. Successivamente ho avuto modo di approfondire le liriche di questi primi lavori, mai banali e scontate ma, anzi, manifesto di una nutrita schiera di adolescenti e giovani adulti che poco ci azzeccavano con l’apparenza e l’edonismo tipici dell’america Reaganiana o il bigottismo dell’inghilterra Thatcheriana. Alcune delle storie raccontate da Morrissey sono fortemente autobiografiche, pervase da un senso di decadenza, solitudine e depressione che avevano caratterizzato la sua giovinezza. Morrissey non era un ragazzo come gli altri, amava la commedia realista e le bands femminili degli anni 50′-60′, Oscar Wilde, James Dean, insomma per certi versi era uno sfigato bello e buono :D

Se ai tempi eravate degli adolescenti col poster di Ian Curtis in camera e il vinile di “Three Imaginary Boys” sul giradischi sicuramente sarete a conoscenza di questo gruppo. Per quelli che erano troppo piccoli oppure non erano ancora nati, beh, se siete paranoici, depressi, vi piacciono i Radiohead e nutrite un forte senso di inadeguatezza verso il mondo questo è il gruppo che fa per voi :D

Se volete un’assaggio della loro arte, vi consiglio “How Soon Is Now”, “Hand In Glove”, “This Charming Man”, ”Please, Please Let Me Get What I Want”, “What Difference Does It Make”, giusto per rimanere nei primi lavori. Oppure spostatevi più avanti nella loro discografia e troverete perle come “The Headmaster Ritual”, “Ask”, “Bigmouth Strikes Again”.

Personalmente il colpo di fulmine è avvenuto con questa “Hand in Glove”, un’espressione inglese che significa “D’amore e d’accordo”….. l’armonica che apre e chiude il pezzo aggiunge quel tocco di malinconia ad una canzone in cui, non so come, ci sento dentro una parte di me

Buon ascolto

.
.

.
.

Hand In Glove

Hand in glove
The sun shines out of our behinds
No, it’s not like any other love
This one is different because it’s us
Hand in glove
We can go wherever we please
And everything depends upon
How near you stand to me
And if the people stare
Then the people stare
Oh I really don’t know and I really don’t care
It’s not a shame, no..It’s not a shame, no..

Hand in glove
The Good People laugh
Yes, we may be hidden by rags
But we’ve something they’ll never have
Hand in glove
The sun shines out of our behinds
Yes, we may be hidden by rags
But we’ve something they’ll never have
And if the people stare
Then the people stare
Oh I really don’t know and I really don’t care

So hand in glove, I stake my claim
I’ll fight to the last breath
If they dare touch a hair on your head
I’ll fight to the last breath
For the Good Life is out there somewhere
So stay on my arms, you little charmer
But I know my luck too well
Yes I know my luck too well
And I’ll probably never see you again
I’ll probably never see you again

I’ll probably never see you again

Francesco “Rock” Rocchetti

Share and Enjoy:
  • Print this article!
  • Digg
  • Sphinn
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Mixx
  • Google Bookmarks
  • LinkedIn
  • Live

Leave a Reply

Spam Protection by WP-SpamFree Plugin